Artista di grande capacità immaginativa, con un'anima ecologica che lo rende attento osservatore della natura, indagata con appassionata curiosità, da anni Piero Racchi esplora le infinite possibilità della tridimensionalità, coniugando una minuziosa ricerca plastica con una sottile indagine cromatica per addivenire ad una sua personale forma di scultura-assemblage vivacememnte policroma dove i due aspetti sono tanto intimamente connessi da risultare inscindibili.
Il colore, infatti, brillante, vivido, ad effetto porcellanato,  un uniforme velo lucido che cattura la luce, è determinante per la trasfigurazione  dell'oggetto anestetico, scarto pazientemente cercato o casualmente trovato, oggetto quotidiano, astruso ingranaggio, legno, ferro, plastica, in quelle indecifrabili forme complesse che hanno conosciuto altri luoghi ed altre funzioni, plasmate in un mix misterioso nel quale l'occhio cerca invano significati noti, persi definitivamente.
In una sorta di trasformazione gestaltica, il risultato finale è un "tutto" che è "altro" e di più della somma dei singoli pezzi, perchè l'azione dell'artista, con un intervento demiurgico, cancella ogni traccia oggettuale e reinventa i nessi logici, le relazioni gerarchiche, le attribuzioni delle cose, ne svela le possibilità espressive nascoste, porta alla superficie potenzialità impensate, in una parola crea, o ricrea, la materia animandola di nuova vita come solo l'arte sa fare, perchè gli artisti hanno la prerogativa di vedere e farci vedere  le cose vecchie con occhi sempre nuovi .

                                           Gianni Notti